venerdì 28 ottobre 2011

30 ottobre 2011: Giornata di studi su Augusto Masetti e l’invasione della Libia


Il 30 0ttobre 1911, Augusto Masetti manifestò il suo rifiuto di partecipare alla guerra contro la Turchia e all’invasione della Libia, sparando contro un ufficiale nella caserma Cialdini a Bologna.
Il tentativo da parte delle autorità militari e politiche fu di depotenziare e neutralizzare l’accaduto, trasformandolo da gesto di rivolta politica ed esistenziale a semplice manifestazione di disturbi mentali e psichici, condannando così Masetti a lunghi anni di detenzione nei manicomi criminali.
Nel centenario degli avvenimenti, vorremmo rievocare questo episodio senza nessun intento celebrativo, ma, a partire dall’approfondimento della sua vicenda, cercare di capire le ragioni e le modalità della guerra coloniale e le condizioni per un suo rifiuto.
Le rifrazioni della storia rendono attuali quelle vicenede che si ripropongono sinistre nell’attualità.


30 ottobre 2011 Sala del Baraccano via Santo Stefano 119, Bologna
Giornata di studi
su Augusto Masetti e l’invasione della Libia





Mattina
ore 9.30 “La vicenda di Masetti nel contesto dell’epoca”
intervengono:
- Laura De Marco “La guerra come anacronismo. In ricordo di Augusto Masetti”
- Roberto Zani “L’antimilitarismo sovversivo di Augusto Masetti
- Rudy Leonelli “Il folle gesto di Masetti. Tra politica e psichiatria”

ore 11.30 “L’Italia e la guerra coloniale in Libia”
intervengono:
- Mauro Raspanti “La “bella guerra”? Estetizzazione della violenza e caccia all’uomo nella conquista della Libia”
- Vincenza Perilli “Anarchiche, crocerossine, madri italiane e donne arabe. Figure femminili durante la prima guerra coloniale libica”


Pranzo Sociale
presso il Circolo Anarchico C. Berneri, piazza Porta Santo Stefano



Pomeriggio
ore 15 “L’antimilitarismo e la settimana rossa”
intervengono:
- Laura Orlandini “W Masetti! Abbasso l’esercito! Dall’antimilitarismo alla settimana rossa”
- Marco Rossi “Cattiva condotta. Compagnie di disciplina e carcere militare 1911 – 1914″

- Dibattito


Materiali audiovisivi
Durante il convegno verranno proiettate delle interviste effettuate da Sergio Zavoli nel 1964 a Masetti e ad alcuni partecipanti alla settimana rossa.

Mostra Rompete le righe!”
L’invasione della Libia e la scelta di Augusto Masetti a cura del Centro Studi Furio Jesi e del Caso S, sarà presente il giorno del convegno presso la sala del Baraccano.

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Deposizione lapide
sabato 29 ottobre alle 16 verrà affissa una lapide dedicata ad Augusto Masetti in via d’Azeglio angolo Castelfidardo


                        info dettagliate e aggiornamenti: Circolo Berneri

4 commenti:

Francesco Zaffuto ha detto...

la Storia non va dimenticata, penso che sia iniziativa molto importante.

L'arco di Gio' ha detto...

Leggevo di questa iniziativa anche nel blog di Vi, e come ho gia' detto a lei, la storia di Masetti è simile per certi aspetti a quella di Passannante...
mai dimenticare..

Anonimo ha detto...

... fuori l'Italia dalla Nato!

"Gli islamisti faranno senza dubbio parte del prossimo governo, avendo avuto un ruolo fondamentale nella liberazione di Tripoli e Bengasi. Erano loro in prima linea e ora reclamano riconoscenza.
Il pericolo principale è soprattutto per le donne. Perché se la Sharia non è moderata potrebbe essere introdotto il divieto di divorzio, e autorizzata la poligamia: le donne libiche perderebbero diritti acquisiti, diventando le prime vittime della nuova libertà."

Unknown ha detto...

L'iniziativa è riuscita bene: un insieme di interventi che hanno analizzato molteplici aspetti di questa storia eccezionale e complessa, e una buona partecipazione. Come afferma Francesco, secondo me, l'interesse incontrato è dovuto all'impostazione della giornata basata sul rapporto tra la nostra attualità e la storia del presente.
Riguardo all'analogia delle vicende di Masetti e di Passanante sottolineato da L'arco di Gio', in effetti entrambi i trattamenti dei due "casi" si sono svolti sulla base comune della psichiatria dell'epoca connessa alle teorie della "degenerazione" introdotte in Italia dalla criminologia lombrosiana. Riguardo alle prospettive della Libia, mi limito ad estendere la previsione di Angie: temo seriamente che le vittime della nuova libertà saranno tante. Troppe.