sabato 18 ottobre 2014

[BO] Sab18 h14.30 pza XX Settembre: corteo antifascista

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Ci vediamo sabato 18/10 alle 14.30 in p.zza XX settembre.
Ci troverete dietro lo striscione antirazzista



- Appello
- Nuovo comunicato

Dal tracciato segnato dalla piazza del 5 ottobre, in cui Bologna ha cacciato con decisione le sentinelle in piedi e i fascisti di FN, una partecipata assemblea cittadina auto-convocata lancia la manifestazione di sabato 18 ottobre. In risposta alla annunciata presenza di Roberto Fiore e di quasi tutta la sua organizzazione al completo da un lato, e della presenza di Ignazio Visco dall’altro per un convegno, l’ambizione è la costruzione di un corteo che pratichi, dentro e oltre le date del 5 e del 18, un antifascismo non delegato e non di facciata, che conquisti diritti e la libertà di movimento fino in fondo. Libertà e diritti che riguardano anche i migranti oggetto di un’operazione di delazione e di rastrellamento, su scala europea, come quella di Mos Maiorum. Ci riprenderemo le piazze e le strade sino a dove sarà necessario, in maniera antifascista, antisessista e anticapitalista. L’austerity dei banchieri come Visco e della Troika, e la povertà che ne deriva, sono concatenati all’emersione delle varie forme di destre xenofobe, partitiche e non, in Italia, in Europa e nel mondo.
I contenuti che esprimeremo sabato saranno anche quelli del 16 ottobre, giornata di sciopero dei lavoratori del settore della logistica, verso la
giornata di sciopero sociale del 14 novembre, e gli stessi che tutte le soggettività che hanno preso parte all’assemblea esprimono ogni giorno in questa città.
Ci vediamo il 18 ottobre, alle ore 14.30, in piazza XX settembre.
Per una Bologna libera, antifascista, antisessista, antirazzista, anticapitalista.



I compagni e le compagne di Bologna

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martedì 14 ottobre 2014

"Caccia a migranti e profughi in tutta l'Ue" : É partita Mos Maiorum

Arci e Cir contro l'operazione avviata dalle polizie europee. "Un'enorme retata razzista", "Ai superstiti dei naufragi mancava solo questo"
 
Roma - 13 ottobe 2014  - É partita oggi e andrà avanti fino al 26 ottobre l'operazione “Mos Maiourum" (letteralmente: costume degli antenati). Diciottomila agenti di polizia stanno cercando migranti irregolari in tutta Europa per raccogliere, questo lo scopo ufficiale,  informazioni utili a combattere i trafficanti di uomini.
Intanto, però, molte associazioni che lavorano accanto a migranti e profughi puntano il dito contro l'operazione. Secondo l'Arci, ad esempio, avrebbe “persecutorio e razzista''. ''Dieci giorni dopo la commemorazione del drammatico naufragio al largo di Lampedusa del 2013, e' stata lanciata una vera e propria 'caccia ai migranti' coordinata dal Ministero dell'Interno Italiano con il sostegno di Frontex ed Europol''.

L'Arci parla di ''enorme retata su scala Europea'' e chiede maggiore trasparenza.  ''Oltre al fatto, grave, che il Parlamento Europeo non sembra essere stato avvertito di questo progetto, - si aggiunge - pongono problemi sia la mancanza di chiarezza delle basi legali di questi controlli sia la realizzazione di tutta l'operazione. Nessuna informazione e' stata data su come saranno utilizzati i dati raccolti con gli interrogatori e se sono previste operazioni di rimpatri congiunti''.  

“A superstiti dei naufragi mancava proprio questo” commenta invece il Consiglio Italiano per i Rifugiati. “Non solo non possono arrivare in un modo normale e sicuro in Europa, non solo devono pagare trafficanti e rischiare la vita per richiedere asilo in questo continente, non solo una volta e finalmente arrivati sulle coste di in uno dei paesi della sponda nord del Mediterraneo non possono raggiungere in modo regolare il paese di destinazione, dove una rete familiare e di sostegno li aspetta, no, adesso devono anche nascondersi per fuggire dall' ’apparato poliziesco che oggi si è messo a caccia di loro”.
“Purtroppo- scrive il direttore del Cir Christopher Hein -  non resta che una chiave di lettura: una parte della politica europea, quella che comanda gli apparati di sicurezza, intende dare un segnale molto preciso di contrasto alle dichiarazioni fatte 10 giorni fa a Lampedusa anche dal Presidente del Parlamento Europeo, Martin Shultz e dalla Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini sulla necessità di aprire canali umanitari di accesso dei rifugiati in Europa, di promuovere una maggiore solidarietà tra gli Stati Membri e di continuare l'opera di salvataggio in mare nell'ambito di o analogamente a Mare Nostrum",
“Sulla pelle dei rifugiati e dei richiedenti asilo, - aggiunge Hein - si sta giocando una lotta politica sui futuri orientamenti dell'Unione e dei singoli Stati Membri rispetto a temi chiave quali la protezione internazionale, il diritto d'asilo e il rispetto dei diritti umani''.e maschili. La speranza è che la rivoluzione arrivi anche nel mondo del lavoro.
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 vedi inoltre: Marginalia

domenica 5 ottobre 2014

Dom 5 ott h.15 tutt* in piazza San Francesco - BO

                                                           
  condividiamo da: staffetta
In Belgio sedici associazioni antifasciste hanno chiamato alla mobilitazione per contestare una conferenza di neonazisti europei che si terrà in Belgio sabato 4 ottobre con il titolo di «Lotta politica e strategia della tensione».
In una sede tenuta segreta s’incontreranno neonazisti greci come Kostantinos Boviatsos e Alexandros Lyris, neofascisti italiani come il guru di CasaPound Gabriele Adinolfi e altri squadristi europei come quelli di «Zenit Belgique».
Certo è che lo scivolamento verso la guerra incoraggia il neofascismo. Ci sono quelli che partono per combattere in Ucraina. C’è Forza Nuova che intende pubblicare i nomi e cognomi degli albergatori che ospitano i migranti salvati dalle acque del Mediterraneo additandoli come persone che «mettono a repentaglio la sicurezza della nostra (!?) gente». E intanto fannoblitz xenofobi nel bresciano e a Vicenza.
A Milano si prepara la sfilata di leghisti, neofascisti e altri xenofobi del prossimo 18 ottobre con cui un partito corrotto e colluso come la Lega Nord vorrebbe diventare la sponda istituzionale di tutti gli squadrismi.
A Bologna ci sono i pochi militanti del Fronte Nazionale che fanno i loro rapidissimi blitz qua e là e in particolare davanti alla Biblioteca Ginzburg del Quartiere Savena.
E infine ci sono le «sentinelle» omofobe che vorrebbero manifestare domenica pomeriggio e si troveranno di fronte a una protesta variopinta e musicale contro il grigiore della loro cultura tradizionalista e autoritaria.
Anche nella lotta antifascista si tratta di pensare globalmente e agire localmente. E contrastare le «sentinelle» dell’integralismo fasciocattolico vuol dire contrapporsi a ogni forma di fascismo e integralismo.
Domenica 5 ottobre dalle 15 tutt* in piazza San Francesco!


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vedi inoltre Zic:

Omofobi e fascisti cacciati da due piazze [foto]

lunedì 22 settembre 2014

Sandro Mezzadra, Brett Neilson: Confini e frontiere

Copertina Confini e frontiere 

La moltiplicazione del lavoro nel mondo globale



il Mulino, Bologna 2014

Edizione originale : 
Border as method, or, the Multiplcation, 
Durham, Duke University Press 2013
 

In Europa, in Asia, nel Pacifico, nelle Americhe, i confini e le terre che li circondano sono oggi scenario di forti tensioni, di lotte violente e di tragedie umanitarie. Basta pensare alle morti, spesso senza nome, dei migranti che vanno in cerca di un futuro sfidando le acque del Mediterraneo o il deserto tra Messico e Stati Uniti. I moderni processi di globalizzazione non hanno affatto creato un mondo senza barriere, e hanno anzi generato una vera moltiplicazione di confini. Il libro ne traccia l’intricata mappa, indagando gli effetti che tale dinamica produce sul lavoro, sui movimenti migratori e sulla vita politica. Sullo sfondo della crisi e della trasformazione dello Stato-nazione, sono i concetti stessi di cittadinanza e sovranità a essere ridefiniti.



Sandro Mezzadra è professore di Filosofia politica nell’Università di Bologna. Fra i suoi libri ricordiamo: «La condizione postcoloniale» (Ombre Corte, 2008). Per il Mulino ha già pubblicato «La costituzione del sociale» (1998) e «Il pensiero politico del Novecento» (con C. Galli e E. Greblo, nuova ed. 2009).

 Brett Neilson è professore all’Institute for Culture and Society della University of Western Sydney (Australia). È autore fra l’altro di «Free Trade in the Bermuda Triangle… and Other Tales of Counter-Globalization» (2004).