mercoledì 29 ottobre 2014

Con la rivoluzione libertaria del Rojava! - [BO] Sab 01/11

rojavasolidarity

Corteo sabato 1 novembre ore 16
piazza XX settembre, Bologna

Oggi la dura crisi economica su grande scala alimenta nuovamente i venti di guerra e le tentazioni autoritarie, integraliste o totalitarie degli Stati e dei ceti dirigenti che li governano.
Ne è un esempio fra tanti il cosiddetto «Stato Islamico dell’Iraq e della Grande Siria» o ISIS che fin dal 2007 ha condotto attacchi violenti e indiscriminati contro civili iracheni e attualmente conduce una guerra di espansione per ricostruire un presunto «Califfato islamico» su base religiosa, con il favore di emirati e monarchie del petrolio.
Dal 15 settembre l’ISIS sta assediando Kobanê, città al centro della regione siriana del Rojava, e ha provocato un esodo di 160 mila profughi in maggioranza kurdi e migliaia di morti.
In Siria la regione autonoma del Rojava è uno dei pochi raggi di luce a emergere dalla tragedia della Rivoluzione siriana. Dopo aver scacciato gli agenti del regime di Assad nel 2011, nonostante l’ostilità di quasi tutti i suoi vicini, il Rojava non solo ha mantenuto la sua indipendenza, ma si è configurato come un considerevole esperimento socialista e libertario. Sono state create assemblee popolari che costituiscono il supremo organo decisionale, consigli che rispettano un attento equilibrio etnico (in ogni municipalità, per esempio, le tre cariche più importanti devono essere ricoperte da un curdo, un arabo e un assiro o armeno cristiano, e almeno uno dei tre deve essere una donna), ci sono consigli delle donne e dei giovani, e c’è un’armata composta esclusivamente da donne, la milizia «YJA Star» (l’«Unione delle donne libere»), che ha condotto una larga parte delle operazioni di combattimento contro le forze integraliste dello «Stato Islamico».
Questa rivoluzione rischia di essere cancellata anche grazie al terrificante silenzio mediatico e politico nel quale è caduta questa battaglia di libertà. Da settimane la popolazione di Kobanê sta cercando di resistere in ogni modo, usando armi leggere contro gli attacchi dei fascisti dell’ISIS ben armati ed equipaggiati dai profitti del petrolio.
La cosiddetta coalizione internazionale per combattere l’ISIS non ha aiutato la resistenza kurda in modo efficace né è intervenuta dinanzi al genocidio in atto a Kobanê. Anzi, tra i supposti coalizzati ci sono inquietanti ambiguità: Turchia, Qatar e Arabia Saudita, in chiave anti-sciita, hanno dato supporto finanziario e militare alle prime attività dei fascisti dello Stato Islamico, favorendone l’ascesa. Ankara ha anche altre responsabilità: è tra i primi acquirenti del petrolio estratto dai pozzi conquistati dall’Isis, e blocca da settimane al confine i combattenti provenienti dal Kurdistan turco, impedendo l’arrivo dei rinforzi nel Rojava.
Pertanto raccogliamo l’appello delle e dei combattenti kurdi a manifestare il primo novembre in solidarietà con Kobanê e con la rivoluzione libertaria del Rojava.
Per donazioni in sostegno al popolo di Kobanê e per la difesa di un progetto di emancipazione per la società in Medio Oriente invitiamo a usare questo IBAN predisposto dagli anarcosindacalisti tedeschi:
Destinatario: PM
Parola chiave “Rojava”
NR: 506155858
BLZ: 76010085
IBAN: DE70760100850506155858
BIC: PBNKDEFF

Ovunque Kobanê, ovunque resistenza!
Circolo Anarchico Berneri Nodo Sociale Antifascista Spazio Pubblico Autogestito XM24
Leggi anche:
– L’appello internazionale Save Kobane
– I comunicati della Comunità Curda dell’Emilia Romagna e di Tpo – Ya Basta – Làbas_
____________________________

martedì 28 ottobre 2014

«Storie partigiane. Letteratura e memorialistica della Resistenza»: presentazione a Xm24 B0 merc 29 ott h. 21


R-esistenze – nona edizione




XM24, via Fioravanti 24, Bologna 

Nell’ambito della rassegna Meryxm si terrà la presentazione di

Storie partigiane, letteratura e memorialistica della resistenza
Sensibili alle foglie, settembre 2014
con l’autore Andrea Gaetangelo Grassia e Renato “Italiano” Romagnoli ,
 
  partigiano, 
presidente dell’ANPI della provincia  di Bologna


Questo libro propone un percorso critico-analitico attraverso alcuni romanzi più o meno direttamente appartenenti alla narrativa sulla Resistenza. Nella prima parte sono presentati De profundis di Satta, L’Agnese va a morire della Viganò, I piccoli maestri di Meneghello e L’ora del ritorno di Tassinari. La seconda parte è dedicata alla scrittura di Renato Romagnoli, partigiano gappista bolognese. La riflessione sul rapporto tra individuo e società, tra l’azione individuale e i fatti storici emerge pressante dagli scritti degli autori presi in esame. I loro romanzi mettono in evidenza il rapporto fra esperienza diretta, memoria e scrittura. Con stili e caratteristiche del tutto peculiari e perciò differenti, ci restituiscono l’esperienza resistenziale e ciò che ha significato per chi l’ha vissuta, a partire dalla messa in discussione del potere e dell’autorità e, più in generale, della politica, ripensata e partecipata direttamente. L’Autore sottolinea il carattere altamente formativo della Resistenza, in quanto processo storico-politico popolare e di massa. La letteratura resistenziale perciò possiede sempre una carica civile, che invita i cittadini a prendere parte attivamente, con le proprie idee e azioni, alla gestione della vita collettiva.

Andrea Gaetangelo Grassia, nato a Termoli (CB) nel 1988, dopo aver conseguito la laurea triennale a Urbino, si è laureato in lettere all’Università di Bologna con una tesi dal titolo: “Percorsi tematici e letterari tra narrativa e memorialistica della Resistenza”. Vive e lavora a Bologna. Ha inoltre svolto un tirocinio formativo per la valorizzazione dell’Archivio Storico del Canzoniere delle Lame di Bologna.

domenica 26 ottobre 2014

Putin, la Lega e CasaPound

Una volta si diceva che partiti e gruppi d’orientamento comunista autoritario prendessero soldi da Mosca. Ma la Storia compie strane piroette, e il 18 ottobre è stata la Lega Nord a scendere in piazza portando grandi foto di Putin in giro per Milano come un’icona salvifica e cartelli con lo slogan «Io sto con Putin».
Una volta si diceva che partiti e gruppi d’orientamento comunista autoritario prendessero soldi da Mosca. Ma la Storia compie strane piroette, e il 18 ottobre è stata la Lega Nord a scendere in piazza portando grandi foto di Putin in giro per Milano come un’icona salvifica e cartelli con lo slogan «Io sto con Putin».
Pare che da alcuni anni Mosca finanzi l’estrema destra europea. E forse non deve sorprendere che un partito finito e in bancarotta come la Lega Nord a un tratto si risollevi e rivendichi l’egemonia sull’estrema destra. Né che un gruppo neofascista in crisi come CasaPound raffreddi tutt’a un tratto i suoi entusiasmi pro Majdan, si allei con la Lega Nord e torni a investire in nuove sedi per rilanciare le sue attività squadriste.
Così ora CasaPound apre nuove sedi a Lucca, Varese
Pare che da alcuni anni Mosca finanzi l’estrema destra europea. E forse non deve sorprendere che un partito finito e in bancarotta come la Lega Nord a un tratto si risollevi e rivendichi l’egemonia sull’estrema destra. Né che un gruppo neofascista in crisi come CasaPound raffreddi tutt’a un tratto i suoi entusiasmi pro Majdan, si allei con la Lega Nord e torni a investire in nuove sedi per rilanciare le sue attività squadriste.
Così ora CasaPound apre nuove sedi a Lucca, Varese


 __________
    da:  staffetta
  

sabato 18 ottobre 2014

[BO] Sab18 h14.30 pza XX Settembre: corteo antifascista

IMG_5792

Ci vediamo sabato 18/10 alle 14.30 in p.zza XX settembre.
Ci troverete dietro lo striscione antirazzista



- Appello
- Nuovo comunicato

Dal tracciato segnato dalla piazza del 5 ottobre, in cui Bologna ha cacciato con decisione le sentinelle in piedi e i fascisti di FN, una partecipata assemblea cittadina auto-convocata lancia la manifestazione di sabato 18 ottobre. In risposta alla annunciata presenza di Roberto Fiore e di quasi tutta la sua organizzazione al completo da un lato, e della presenza di Ignazio Visco dall’altro per un convegno, l’ambizione è la costruzione di un corteo che pratichi, dentro e oltre le date del 5 e del 18, un antifascismo non delegato e non di facciata, che conquisti diritti e la libertà di movimento fino in fondo. Libertà e diritti che riguardano anche i migranti oggetto di un’operazione di delazione e di rastrellamento, su scala europea, come quella di Mos Maiorum. Ci riprenderemo le piazze e le strade sino a dove sarà necessario, in maniera antifascista, antisessista e anticapitalista. L’austerity dei banchieri come Visco e della Troika, e la povertà che ne deriva, sono concatenati all’emersione delle varie forme di destre xenofobe, partitiche e non, in Italia, in Europa e nel mondo.
I contenuti che esprimeremo sabato saranno anche quelli del 16 ottobre, giornata di sciopero dei lavoratori del settore della logistica, verso la
giornata di sciopero sociale del 14 novembre, e gli stessi che tutte le soggettività che hanno preso parte all’assemblea esprimono ogni giorno in questa città.
Ci vediamo il 18 ottobre, alle ore 14.30, in piazza XX settembre.
Per una Bologna libera, antifascista, antisessista, antirazzista, anticapitalista.



I compagni e le compagne di Bologna

 ________________