venerdì 11 marzo 2016

I cannoni seminuovi del professor Panebianco

«Non col burro ma con i cannoni». Questa massima politica recentemente rispolverata dal professor Panebianco ha una sua storia istruttiva, e anzi distruttiva, che merita una postilla a disdoro di tutti quei politicanti e cattedratici che in questi giorni hanno difeso la libertà, per un loro pari, di citare Mussolini senza che voli neanche una mosca. Altrimenti, al minimo ronzio, è «terrorismo» e anzi «dittatura fascista».
Mussolini gridò quella frase nel 1939 per sancire l’entrata in guerra dell’Italia al fianco di Hitler. Ma, si sa, Mussolini era un babbeo privo di un minimo di originalità e aveva copiato il bel motto da Hermann Göring, il numero 2 del Terzo Reich. Ma anche Göring non faceva che ripetere uno slogan coniato nell’ottobre 1936 da Rudolf Hess, il numero 3 del Terzo Reich («cannoni anziché burro!»), come risulta da qui e anche da qui nel passo relativo alla nota 25.
Insomma, la massima guerrafondaia passa dal nazista Hess al nazista Göring, poi dal nazista Göring al fascista Mussolini e infine giunge, ancora seminuova, sotto la sapiente penna del professor Panebianco.
Nel 1938 Bertolt Brecht scrisse una satira tagliente di quello slogan della propaganda nazista, dal titolo Kanonen nötiger als Butter (I cannoni sono più necessari del burro), una poesia che adesso finirebbe probabilmente all’Indice e anzi sul rogo, e l’autore ne ricaverebbe per lo meno un foglio di via, due manganellate e gli improperi dem(enti) di Andrea De Maria:
I cannoni sono più necessari del burro
1.
Il detto celebre del generale Göring
«I cannoni sono più importanti del burro»
è giusto nella misura in cui il governo
ha tanto più bisogno di cannoni quanto meno è il burro di cui dispone
perché ha tanto meno burro
quanto più nemici ha.
2.
Ma per il resto si dovrebbe dire che cannoni sullo stomaco vuoto
non sono cosa da qualsiasi popolo.
Inghiottire solo gas
non deve calmare la sete
e senza mutande di lana
forse il soldato è coraggioso soltanto d’estate.
3.
Quando alle artiglierie finiscono le munizioni agli ufficiali in prima linea è facile
che capitino fori nella nuca.
Forse il podestà Valter Giovannini dovrebbe aprire un fasci… colo su questo Bertolt Brecht per «lesa maestà» e «istigazione all’interruzione di pubblico servizio».
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By staffetta  marzo 11, 2016

Ancora fasciodem


A Bologna, stando al «Corriere» locale, «il PD chiede il pugno di ferro contro i collettivi universitari» (quel chiede è davvero impagabile!) e l’azzeccagarbugli dem Andrea De Maria paragona la contestazione studentesca contro un docente guerrafondaio che cita Mussolini nientemeno che… alla «dittatura fascista»…
Sono quegli stessi che nel 1977 tacciavano di «fascismo» e «diciannovismo» le lotte operaie e studentesche e che non esitarono a schierarsi con la polizia assassina. E contro i quali migliaia di giovani sono insorti a Bologna il 12 marzo 1977 in una festa di rivolta e di libertà.
Ma sono anche quelli che nel 2016, a Roma, pensano di poter recuperare un ex militante neofascista come assessore alla cultura per il Comune…
Non a torto Umberto Croppi, ex FUAN, ex MSI, ex assessore alla cultura di Gianni Alemanno, si meraviglia che un postfascista dem possa fare notizia:
«Che poi no, scusi, abbia pazienza, ripensandoci: ma in un PD che imbarca chiunque, che tiene dentro tutti, da Verdini ad Alfano, il problema posso essere io?».
Insomma, il PD può tener dentro tutto e tutti, basta che siano piccoli o grandi centri di potere, affari e privilegi.
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domenica 6 marzo 2016

Sciocchezzaio neofascista


Dopo l’apologia neofascista degli spaghetti e la campagna contro i risvoltini nei pantaloni, ecco che a Pavia i ggggiovani di estrema destra ora distribuiscono davanti alle scuole volantini sessisti contro le ragazze grasse in difesa della Tradizione…
Non c’è che dire. Il fascismo è sempre una farsa finché non diventa violenza e tragedia.
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martedì 1 marzo 2016

In Europa è lo stragismo nazifascista a fare il maggior numero di vittime


Dopo il professor Panebianco, anche Donald Trump si compiace di citare Mussolini… e di spalleggiare il Ku Klux Klan…
Intanto un’accurata inchiesta del Royal United Services Institute for Defence and Security e dell’Università di Leiden ha dimostrato che lo stragismo neonazista e neofascista in Europa è altrettanto pericoloso e persino più letale del terrorismo islamista.
Delle 72 stragi effettuate di recente in 31 paesi europei, quelle di ispirazione religiosa hanno provocato solo l’8% dei decessi, mentre gli attacchi terroristici della destra razzista e identitaria sono in minor numero, ma hanno causato poco meno del 50% dei decessi.
Ovviamente non se ne parla e anzi gli apparati di Stato sono stati più volte trovati con le mani in pasta. Né fa gioco parlarne visto che, per garantire i profitti e i privilegi di pochi, oggi la politica, i professori e i media cercano solo di propagandare guerra e razzismo…
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By staffetta  marzo 1, 2016

venerdì 26 febbraio 2016

E il prof. Panebianco citò Mussolini…


Ormai la criminalizzazione del dissenso è un fatto di ordinaria amministrazione e non meriterebbe certo attenzione il coro di Autorità che si sono stracciate le vesti perché un gruppo di studenti ha contestato il professor Angelo Panebianco.
Storicamente, l’Università è nata dagli studenti che stipendiavano gli insegnanti ed è anzitutto agli studenti che dovrebbe essere riconosciuta libertà di parola. Tanto più che al professor Angelo Panebianco non mancano le sedi per diffondere il suo pensiero senza mai un briciolo di confronto.
Quello che invece va notato è che, per sostenere le ragioni dell’imperialismo italiano, il professor Panebianco si rifà a un famosissimo e sciaguratissimo slogan di Mussolini. Né la cosa sorprende in un intellettuale che ama fare sottili e insulse provocazioni. Questa la conclusione dellarticolo del professor Panebianco:
«Continuiamo a dire che quando, con modi e tempi da stabilire, si interverrà apertamente in Libia a sostegno dei libici impegnati contro lo Stato islamico (ufficiosamente siamo già lì da un pezzo), all’Italia spetterà un ruolo di leadership. […] Non sarà forse l’Europa, un giorno, a provvedere alla nostra sicurezza? Qualunque cosa accada “un giorno”, al momento, di questa Europa non v’è traccia. Ciò che accade intorno a noi, dovrebbe convincerci di quanto inconsistenti siano le giaculatorie sulla necessità di una “Europa politica”, la quale, come è noto, viene sempre evocata solo quando si parla di euro e di banche. Si dimentica che le unificazioni politiche non si fanno col burro ma con i cannoni».
«VOLETE BURRO O CANNONI?». Mussolini pronunciò questa frase dal balcone di Palazzo Venezia poco prima della dichiarazione della Seconda Guerra Mondiale e la folla gridò entusiasta «Cannoni! Cannoni!». Poi chi ha pagato il conto di quella guerra sono stati tantissimi giovani che purtroppo non avevano capito a tempo…
Ma perché meravigliarsi?
Non è il professor Panebianco ad aver fatto l’apologia dei grandi massacri della Prima Guerra Mondiale e della fucilazione dei disertori?
Non è il professor Panebianco un estimatore della moralità di Mussolini?
«Se esistesse un indice di moralità politica applicabile alle tirannie, Benito Mussolini otterrebbe un punteggio più alto di Vladimir Putin. Mussolini, dopo il delitto Matteotti, se ne assunse la responsabilità. Putin, invece…»
voilà!
Adesso il professor Panebianco lamenta la «muffa di certi slogan». Invece gli slogan di Mussolini gli sembrano incontestabili. Sarà per questo che piace tanto alla destra postfascista e/o neofascista?!
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By staffetta  febbraio 25, 2016